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  Patrocinio a spese dello stato - Penale

Ogni persona accusata di un reato, offesa dal reato, danneggiata e che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria ha diritto di farsi assistere da un difensore da lui nominato o, in mancanza, nominato di ufficio all’interno di un apposito elenco tenuto dall’Ordine degli Avvocati.

Il difensore deve essere comunque pagato per le sue prestazioni.

La legge prevede che la persona sottoposta alle indagini, processata e la parte lesa di un processo penale che abbiano un reddito familiare inferiore a 10.628,16 € aumentati di € 1032,91 per ognuno dei familiari conviventi (compreso l’istante) possa chiedere di beneficiare del patrocinio a spese dello Stato, ossia che il difensore di fiducia o il difensore di ufficio nominato venga pagato dallo Stato.

Per accedere a tale beneficio la persona interessata deve chiederlo con apposita istanza, redatta in carta semplice e sottoscritta personalmente ed autenticata dal difensore o da altro ente, al giudice.

L’istanza deve indicare il processo per cui viene chiesto, le generalit? ed il codice fiscale dei componenti la famiglia anagrafica, documentando la propria situazione di reddito ed impegnandosi a comunicare eventuali variazioni intervenute nei limiti di reddito. [VEDI MODULO ALLEGATO]

Dove presentare la richiesta

La domanda per l'ammissione al gratuito patrocinio deve essere depositata (dall'interessato o dal suo legale di fiducia ovvero trasmessa a mezzo raccomandata) presso l'Ufficio del magistrato davanti al quale il processo pende e quindi:

  1. presso la cancelleria del G.I.P. se il procedimento si trova in fase di indagini preliminari;
  2. presso la cancelleria del giudice procedente se il procedimento ? nella fase successiva 
  3. presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, se il procedimento si trova innanzi alla Corte di Cassazione.

Inoltre la domanda pu? essere presentata al direttore del carcere, se l’interessato ? detenuto o all’ufficiale di polizia giudiziaria, quando l’interessato ? in detenzione domiciliare o in luogo di cura. Tali soggetti provvederanno alla trasmissione al magistrato procedente.

Il giudice provvede entro 10 giorni dall’istanza.

In caso di rigetto l’interessato o il difensore possono formulare opposizione (entro venti giorni dalla notifica)presso la cancelleria della volontaria giurisdizione (6? piano del Tribunale) che effettuata la registrazione, riscuote i diritti dovuti (contributo unificato di € 70 e marca da bollo di € 8) per legge, trasmette l’opposizione al Presidente la sezione competente il quale decide con provvedimento che verr? poi comunicata alle parti.

Il ricorso ? notificato all’Ufficio delle Entrate. L’ordinanza che decide sul ricorso ? notificata entro 10 giorni all’interessato e all’Ufficio delle Entrate che, nei 20 giorni successivi, possono proporre ricorso in Cassazione.

Il ricorso non sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato